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    La bambina buona

    Sono la bambina buona è il titolo del mio articolo a pag. 6 per Sottopelle, la versione italiana della rivista francese L’Epiderme che intende esplorare le intime fragilità umane senza filtri, attraverso narrazioni intimiste e profonde. https://online.pubhtml5.com/whcda/qdga/ Cliccando sul link potete leggere tutta la rivista che è ricca di contenuti volti a scavare nei nostri luoghi più fragili.

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    Naturalia Artificialia: il regno ibrido dell’Arte

    Curare una mostra che cosa significa? Non intendo annoiarvi disquisendo su che cosa significhi curare una mostra e spiegare tecnicamente i passaggi necessari per eseguire un’attenta curatela. Mi soffermo, invece, sul significato del termine “cura” (dal quale deriva “curatela”) che veniva già usato 24 secoli fa per indicare innanzitutto il ‘riguardo’, un ‘interesse’ attento, pronto, che scivola quasi verso la preoccupazione e l’affanno. L’attenzione, di per sè, può essere momentanea, la cura no: essa segue una progettualità ed ha a che fare con l’inclusione, la partecipazione, la condivisione. E’ complicità, coinvolgimento emotivo oltre che pratico, è un senso condiviso. Ecco, curare una mostra è tutto questo, o meglio è ‘anche’…

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    Hanno detto di…

    C’è un luogo segreto dove le Storie si incontrano e si tengono timidamente per mano nell’attesa di prendere vita. In quel luogo, fatto di silenzi e strane alchimie, le Storie attendono solo di essere raccontate. Cercano la loro voce le Storie e una volta trovata, chiedono di essere ascoltate, narrate e lette perché qualcuno, un giorno, le ha sognate per noi. A loro è stato dato il potere di giocare col Tempo, sfidandolo, trasformandolo, sbeffeggiandolo laddove necessario, fino a rinchiuderlo nelle pagine bianche, come si fa quando con un bicchiere capovolto si imprigiona una farfalla, lasciandola poi volare via. Marcel Proust sosteneva che l’opera dello scrittore è solo uno strumento…

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    Con un pizzico di orgoglio e vanità

    Quest’anno, per me, è stato il Salone del mio ultimo libro: 2020. Quaranta voci da un isolato frattempo, Pathos Edizioni, appena pubblicato. E allora, anche se bisogna essere coscienti di essere un ago in un pagliaio, una goccia infinitesimale nel mare magnum dell’editoria, vedere il proprio ultimo bambino di carta esposto è sempre una grande e bellissima emozione. 2020 ha avuto una lunga e sofferta gestazione. Si tratta di 40 racconti brevi, alcuni brevissimi, illustrati da Giorgio Lusso, Gianni Audisio, con la collaborazione di Irene Zanotto e Marco Marello. L’epilogo è di Ilaria Francesca Martino, la prefazione di Sabina Guidotti. Ve ne parlerò, poco alla volta… per ora ne annuncio…

  • Pensieri fluttuanti

    Del tempo

    E’ la mania di mettere il carro davanti ai buoi, di ambire a raggiungere la meta sottovalutando il viaggio, di anticipare il tempo, di pensare al poi, al se, al quando, al ma. E’ tutto questo che ci fa vivere malamente. Se c’è una cosa che ho imparato nel visitare certi luoghi è il differente modo di percepire il tempo oggettivo, ma soprattutto quello interiore. Fu Henri Bergson, nel suo Saggio sui dati immediati della coscienza, a dividere per la prima volta il concetto di Tempo in oggettivo e percepito. La durata interiore non è altro che il modo in cui la nostra mente percepisce il trascorrere del tempo legato alle…

  • Emozioni

    Poesie

    Io scientificamente mi domando come è stato creato il mio cervello, cosa ci faccio io con questo sbaglio. Fingo di avere anima e pensieri per circolare meglio in mezzo agli altri, qualche volta mi sembra anche di amare facce e parole di persone, rare; esser toccata vorrei poter toccare, ma scopro sempre che ogni mia emozione dipende da un vicino temporale. da Poesie, Patrizia Cavalli, Einaudi 1999 E’ morta il primo giorno d’estate di questo disgraziato anno che si sta portando via le persone a mazzi Patrizia Cavalli, una delle più grandi poetesse italiane del secondo Novecento. “Patrizia è la poesia”, disse di lei Elsa Morante che, per prima, le…

  • Emozioni

    Genius loci

    Genius loci. Si chiama così. E’ tutto ciò che contraddistingue un luogo, così come il carattere una persona, è l’essenza, lo spirito, quello che andrebbe rispettato quando si apportano modifiche di tipo ambientale, strutturale, ma che molto, troppo spesso, invece non riesce a sopravvivere. “Nullus locus sine genio” sosteneva già Servio nei Commenti all’Eneide di Virgilio, e siamo nel IV secolo dopo Cristo. Abitare un luogo significa essere quel luogo. La mia natura mi porta sempre a prestare molta attenzione a ciò che mi circonda, ad ascoltare le voci del luogo in cui mi trovo, ad entrare in un dialogo silenzioso, profondo, perché gli oggetti parlano, raccontano, a volte urlano.…

  • Pensieri fluttuanti

    L’arte di tacere

    PRINCIPI NECESSARI PER TACERE E’ bene parlare solo quando si deve dire qualcosa che valga più del silenzio. Esiste un momento per tacere, così come esiste un momento per parlare. Nell’ordine, il momento di tacere deve venire sempre prima: solo quando si sarà imparato a mantenere il silenzio, si potrà imparare a parlare rettamente. Tacere quando si è obbligati a parlare è segno di debolezza e imprudenza, ma parlare quando si dovrebbe tacere, è segno di leggerezza e scarsa discrezione. In generale è sempre meno rischioso tacere che parlare. Mai l’uomo è padrone di sé come quando tace: quando parla sembra, per così dire, effondersi e dissolversi nel discorso, così…