Emozioni

Au début

Ho iniziato a scrivere che ero una bambina con i capelli troppo corti e troppo obbediente per fare i capricci quando mia madre mi portava dal suo parrucchiere: lei ne usciva spesso con cotonature esagerate ed io praticamente pelata. Mi guardavo e piangevo di nascosto perché, stando alle mie conoscenze, sapevo che i capelli crescono in media un centimetro al mese e, facendo i conti, ci sarebbero voluti almeno sei mesi per ritornare ad avere un aspetto lontano da quell’immagine di Geppetto che lo specchio mi rimandava. “Si rinforzano, crescono in fretta, sei più ordinata!” “Sì ma io voglio fare la ballerina e le ballerine, si sa, hanno lo chignon!” Poi prendevo una penna a biro e tracciavo un lungo tratto sul braccio, sotto la spalla, dicendo con molta determinazione che non avrei più tagliato i capelli sino a che non fossero arrivati esattamente a quel punto!
Ho iniziato a scrivere sulla mia pelle, il mio primo codice morse, punto punto linea linea linea e da allora non ho mai smesso.

Qui avevo già 12 anni ed i capelli di una misura accettabile, tanto da meritare la mia prima proposta di matrimonio. “Mi vuoi sposare?” “No grazie. Preferisco i gatti.” Fine della storia. 

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