Mostre

“La vera arte ha la facoltà di innervosirci, ovvero agisce sul sistema nervoso prima che sulle nostre categorie mentali, in particolar modo storiche. Un’opera d’arte vista come opera d’arte è un’esperienza, non una dichiarazione né una risposta a una domanda. L’arte non è soltanto su qualcosa, ma è qualcosa. Un’opera d’arte è qualcosa che è nel mondo, non semplicemente un testo o un commento sul mondo”.

Susan Sontag / Contro l’interpretazione

 

Sempre più avverto l’esigenza che debba essere l’opera d’arte a predominare sul pensiero, svincolata da ideologie di qualunque natura o schemi castranti che restringono, il più delle volte banalizzano, spesso stravolgono il reale significato dell’opera stessa o glielo appicciccano a posteriori come l’etichetta su di una bottiglia di vino. Il “libero gioco delle facoltà” dovrebbe essere la base di un’esperienza estetica non la ricerca ossessiva di un contenuto, ciò che l’artista ha voluto dire, fatto di cui, a mio giudizio, dovrebbe interessarci proprio poco o addirittura nulla. Certo, è più facile far rientrare l’opera in un determinato schema che ci offre la possibilità di mettere in atto un meccanismo di difesa, censorio, che ci consenta o meno di accettarla. La nostra attenzione dovrebbe essere rivolta non alla ricerca della “realtà intrappolata nell’opera d’arte, ma alla misura in cui l’opera d’arte stessa spinge lo spirito a certe trasformazioni.”

Seduzioni del Fantastico. Torino tra Surrealismo e Metafisica

Seduzioni del Fantastico. Torino tra Surrealismo e Metafisica è il titolo della mostra realizzata da Magica Torino in collaborazione con il Consiglio regionale del Piemonte a Torino, Palazzo Lascaris. Le opere presentate sono state realizzate da quei pittori piemontesi, esponenti dell’arte fantastica, che hanno saputo cogliere i più diversi aspetti dell’onirico e del visionario. Le suggestioni proposte sono opere frutto del fermento creativo di uomini finalmente liberi di esprimersi, reduci dalla lunga notte dove la cultura, l’arte e gli artisti italiani si erano fermati, sospesi, fra gli orrori della guerra appena avvenuta. In mostra: Lorenzo Alessandri, Enrico Allimandi, Franco Assetto, Lamberto Camerini, Amerigo Carella, Enrico Colombotto Rosso, Italo Cremona, Davide De Agostini, Rocco Forgione, Silvano Gilardi (Abacuc), Walther Jervolino, Giovanni Macciotta, Sergio Minero, Raffaele Pontecorvo.

10- 2016 

Pinocchio. Diritti e rovesci di un bambino di legno

Pinocchio. Diritti e rovesci di un bambino di legno, mostra realizzata a novembre 2017, anno dedicato ai diritti dei bambini, dall’Associazione Culturale Magica Torino in collaborazione con il Consiglio regionale del Piemonte a Torino presso Palazzo Lascaris nelle sale della Galleria Carla Spagnuolo. Attraverso opere pittoriche, grafiche, oggetti e pubblicazioni originali, la mostra ha evidenziato il percorso tematico e filosofico con cui si è coniugata la storia di Pinocchio, burattino-bambino, con i diritti dell’infanzia ancora oggi spesso negati. In mostra le opere di Vittorio ACCORNERO, Severino BARALDI, Francesco BARTOLUCCI, Mauro BENETTI, Guido BERTELLO, Vito BOGGERI, Carlo BURDET, Gianni CELLA, Enrico COLOMBOTTO ROSSO, Ferdinando CORBELLA, Flavio COSTANTINI, Gerardo DI FONZO (gerry),  Gilberto FERRARASSA, Rocco FORGIONE, Giovanni Battista GALIZZI, Mauro GALFRÈ, Iassen GHIUSELEV, Eugenio GUGLIELMINETTI, JACOVITTI, Walther JERVOLINO, Emanuele LUZZATI, Francesco MUSANTE, Attilio MUSSINO, Paolo NOVELLI, Federico PENCO, Claudio PERZOLLA, Ferenc PINTER, Giuseppe PORCHEDDU.

11 – 2017

Pinocchio. Diritti di un bambino rovesci di un burattino

Pinocchio. Diritti di un bambino rovesci di un burattino è la prosecuzione della mostra Pinocchio. Diritti e rovesci di un bambino di legno, realizzata presso il Museo Diocesano San Matteo di Salerno nel mese di dicembre 2019. Curata da Magica Torino in collaborazione con il Consiglio regionale della Campania e l’Associazione Culturale Regina Ansa. In mostra Osvaldo ALBERTI, Mauro BENETTI, Vito BOGGERI, Enrico COLOMBOTTO ROSSO, Flavio COSTANTINI, Gerardo DI FONZO (gerry), Rocco FORGIONE, Mauro GALFRE’, Eugenio GUGLIELMINETTI, Walther JERVOLINO, Emanuele LUZZATI, Francesco MUSANTE, Paolo NOVELLI, Michele PIACENTINI, Ferenc PINTER, Giuseppe PORCHEDDU, Virginio LIVRAGHI, Nicola MARI, Anastasia Tetrismede TOTA, Bruna RICCI.   

Il femminino tra realtà e allegoria

Il femminino tra realtà e allegoria, mostra realizzata da Magica Torino in collaborazione con la Città di Rivoli presso la Casa del Conte Verde di Rivoli. Il corpus delle opere selezionate, in parte pittoriche ed in parte fotografiche, mette in luce le tracce del femminino in sei artisti che lo hanno espresso  con opere cariche di simbologie e riferimenti culturali interessanti, superando spesso l’idea che il femminino esista solo in relazione alla natura femminile. “Respingere le nozioni di eterno femminino, di anima negra, di carattere giudaico, non significa negare che vi siano oggi Ebrei, Negri, donne: questa negazione non ha per gli interessati un significato di libertà, ma una fuga dall’autenticità.” Simone de Beauvoir, Il secondo sesso. In mostra: Enrico Colombotto Rosso, Sergio Minero, Raffaele Ponte Corvo (sezione pittorica), Plinio Martelli, Carlo Mollino, Paolo Mussat Sartor (sezione fotografica).

09 – 2019

Luoghi e non luoghi

Luoghi e non luoghi. Periferie dello spazio e della mente. Mostra di arti figurative realizzata da Magica Torino in collaborazione con il comune di Settimo Torinese presso la Biblioteca Multimediale Archimede sul tema del luogo, fisico o mentale, e del non luogo, quello spazio di transito, privo di identità, che ci contiene, in modo anonimo, creando relazioni transitorie, per lo più rapide, tra le persone e gli spazi stessi. Ci si osserva senza un reale interesse, ci si studia, raramente si arriva al dialogo. Il non lieu è luogo di passaggio, lo viviamo ogni giorno senza averne, spesso, percezione. Hanno esposto le loro opere gli artisti soci di Magica Torino con la partecipazione di Enrico Colombotto Rosso, spirito guida dell’associazione.

2017

La Collezione di Palazzo Lascaris

La Collezione di Palazzo Lascaris. Opere scelte Mostra realizzata da Magica Torino per il Consiglio regionale del Piemonte presso Palazzo Lascaris (Torino). Il processo sedimentativo di eredità istituzionali, e non, dà forma alla Collezione di Palazzo Lascaris aprendo delle finestre sulla storia dell’arte, e non solo, italiana. Ma significa anche collocare i movimenti artistici nella storia del nostro Paese. La Collezione viene intesa come parte di un progetto politico, oltre che storico e territoriale, portato avanti dai Presidenti e dalle interazioni avvenute con gli esponenti culturali delle varie epoche storiche. Quel ‘filo rosso’ che unisce le opere tra fatti e ragionamenti, raccontano l’arte, la storia, la politica. In mostra Leonardo BAZZARO, Leonardo BISTOLFI, Giovanni Maria BORRI, Agostino BOSIA, Guido BOTTA, Giuseppe BOTTERO, Xavier BUENO, Francesco CASORATI, Sandro CHERCHI, Mauro CHESSA, Pino CHIEZZI, Lorenzo DELLEANI, Filippo DE PISIS, Giuliano EMPRIN, Cesare FERRO, Ettore FICO, Luigi FOGNOLA, Albino GALVANO, Ferdi GIARDINI, Giovanni GRANDE, Renato GUTTUSO, Lea GYARMATI, Alexei Danilovic KUVASHENKO, Alessandro LUPO, Piero MARTINA, Pietro MORANDO, Semen PLATONOV, Raffaele PONTECORVO, Massimo QUAGLINO, Mario REVIGLIONE, Pieter Andreas RYSBRAECK, Filippo SARTORIO, Aligi SASSU, Giovanni SEGANTINI, Adriano SICBALDI, Giacomo SOFFIANTINO, Emilio TALDINI, Andrea TAVERNIER, Felice VELLAN. Sculture di Ernesto BAZZARO, Davide CALANDRA, Antonio CARMINATI, Giovanni Battista FORCHINO, Giuseppe GIORDANI, Giuseppe GRANDI, Tancredi POZZI, Medardo ROSSO, Emilio SPERATI, Odoardo TABACCHI, Giuseppe TARANTINO, Paolo TROUBETZKOY.         

2017

Sergio Minero. Prima del viaggio. Mostra permanente in collaborazione con la Città di Nichelino e il Teatro Superga. Esposizione di una serie di opere realizzate dal pittore piemontese tra la metà degli anni Sessanta e l’inizio degli anni Settanta, appartenenti a quel filone catalogato come nuova figurazione nelle quali è palpabile la sua volontà di esprimere una realtà fortemente in tensione.

2020

Il primo di un ciclo di INCONTRI con l’arte che MAGICA TORINO propone per I VIALI in uno spazio dedicato con SIMONA AMBROSINI, TIZIANA FERRO, TITTI GARELLI.                   Questo ‘incontro’ di arte al femminile è anche un confronto, un mettere a fronte, quindi un riscontro, di una persona con un’altra, di un pensiero con un altro, di un lavoro artistico con un altro. Per conoscere le somiglianze o le differenze. È la diversità che diventa uno spazio di discussione che non prende le pieghe del conflitto, ma che invece definisce le specifiche identità.

2024

Mostra realizzata per I Viali shopping Park. BENEDETTO BONAFFINI, GERRY DI FONZO, ANDREA PAOLINI propongono interessanti spunti di riflessione che stimolano ad un’indagine sicuramente non scientifica, nonostante il giustificato richiamo all’equazione di Einstein, piuttosto umana, prima ancora che filosofica.

2024

“Incapace di percepire la Tua forma ti trovo tutto intorno a me”.

Pigmenti di colore mescolati ad un legante, diluiti con l’acqua, questo è, in sostanza, l’acquerello, tecnica di pittura la cui peculiarità è la trasparenza. La forma dell’acqua è il titolo dell’esposizione che Magica Torino ha ideato per I Viali, grazie alla partecipazione di alcuni artisti particolarmente apprezzati per il raffinato e sapiente utilizzo degli acquerelli. È chiaro il rimando al film di Guillermo del Toro, nel quale l’acqua rappresenta la sintesi di un amore che non può essere plasmato né dominato: occorre lasciarlo fluire affinché si adegui ad ogni forma o ne crei di nuove, superando quelle pre-stabilite. Così l’acqua, a contatto con il colore, origina una particolare alchimia che da sempre stimola gli artisti nella creazione di visioni liriche ed emozionali, molto più vicine al dato onirico che all’elemento realistico. La scelta curatoriale ha voluto includere, oltre ai diversi pregevoli acquerelli che fanno parte del percorso espositivo, le opere di due artiste, Simona Ambrosini e Ines Daniela Bertolino, che si sono espresse in modo particolarmente suggestivo su atmosfere rarefatte in sintonia e dialogo con l’acqua come elemento fisico e metafisico. L’incapacità di percepire la ‘Tua forma’ ed il finale poetico con il quale il regista messicano fa ‘non concludere’ il film, ha ispirato Simona Ambrosini, la cui cifra stilistica risiede proprio in quel cercare/trovare sempre tutt’intorno, che ci propone sculture rappresentative di una visione cristallizzata dell’incontro, oltre la materia, tra forma ed essenza. La lavorazione della resina accoglie ed abbraccia elementi a lei estranei che, nel loro immergersi, si fondono e creano una nuova dimensione, tanto fisica quanto emozionale, superando l’effimero del momento dell’incontro. Ines Daniela Bertolino, invece, con le sue tele realizzate su antiche lenzuola, ha dato vita ad evocativi racconti pittorici capaci di condurre in luoghi di silenzio dove ci si può immergere ed entrare in contatto con mondi arcani e profondità abissali. La trasparenza dell’acqua si fa, romanticamente, trasparenza delle atmosfere, concrete o immaginarie, ed assume forme. A noi il compito di interpretarle o di lasciarci ‘soltanto’ incantare dalle delicate ed evocative raffigurazioni. Tutte le opere esposte sono l’esempio di come l’arte, al pari dell’acqua, non abbia confini, ma come scrisse Andrea Camilleri, prenda la forma che gli viene data. La presenza in mostra di due acquerelli del Maestro Sergio Minero, del quale alcune opere sono ospitate nel Palazzo Civico di Torino, è testimonianza dell’impegno costante di Magica Torino nella gestione del Fondo a lui intitolato.

2024

 

Mostra realizzata in collaborazione con Biblioteche civiche torinesi con il patrocinio della città di Torino. Esposizione di opere pittoriche, sculture, installazioni video e sonore ispirate al tema mitico e spaziale del labirinto con l’obiettivo di stimolare una profonda riflessione nei visitatori.

2024

Mostra realizzata per I Viali shopping Park. L’esposizione vuole essere un contributo all’arte del fumetto e dell’illustrazione, esplorando le principali scuole che ne hanno segnato l’evoluzione.

2024

Mostra realizzata in collaborazione con Biblioteche civiche torinesi, Fondazione The Plot, il patrocinio della città di Torino, con il coinvolgimento dell’Istituto Antonelli Casalegno di Torino, la Scuola Internazionale di Comics sedi di Torino e Milano e Liceo Scientifico Luzzago di Brescia, per sottolineare l’importanza del dialogo tra formazione, creatività e sperimentazione artistica. Gli artisti sono stati invitati ad illustrare attraverso opere, fisiche o digitali, utilizzando vari linguaggi espressivi, la propria visione critica e multidisciplinare sulla coesistenza, a volte conflittuale, di processi naturali e tecnologici, dando vita a narrazioni estetiche che sfidano le tassonomie convenzionali dell’arte.

 

2025

                                                     DIALOGO IMMAGINARIO TRA DUE MONDI

                                                   Un incontro impossibile nel regno ibrido dell’arte

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 MICHELANGELO, mentre osserva inorridito i frammenti di marmo sgretolarsi: «Oh empietà inaudita! Il marmo, carne degli dèi e custode dell’essenza che palpita sotto la pietra, vien violato e disfatto, ché spazio si dia a fredde cifre senz’alito né luce?»

BANKSY emerge dalla nuvola di codice binario:

«Vecchio, il vostro marmo nascondeva già l’artificio. Io l’ho reso visibile! 010110… è il nuovo linguaggio dell’anima.»

MICHELANGELO: «Cercare la perfezione nella pietra significa liberare ciò che Dio vi ha già scolpito. Voi, invece, dov’era l’impronta del divino seminate assenza! E quel che resta, non è arte, ma rumore di uno spirito perduto.»

BANKSY: «Io svelo ciò che la società ha nascosto dietro le sue ‘belle’ facciate. Il mio spray è il vostro scalpello, la strada è la mia Cappella Sistina.»

MICHELANGELO: «Ma dov’è la bellezza in un tale caos di cifre? Dove la proporzione, l’armonia? Quel che l’occhio incontra non eleva, ma confonde.»

BANKSY: «La bellezza?! Ma è nella rottura, nel glitch, nell’errore che rivela la verità. I vostri David erano ribelli quanto i miei stencil!»

MICHELANGELO sfiora, pensieroso, i frammenti digitali che fluttuano:

 «Forse… forse anche i numeri nascondono la sostanza, un ordine invisibile, un’armonia che ancora non vedo. Ma perché distruggere per creare?»

BANKSY: «Non distruggo. Libero. Tolgo il superfluo, come voi dal marmo, io dalle convenzioni. Entrambi cerchiamo il senso.»

MICHELANGELO, guardando oltre i frammenti:

«Vedo tele che respirano, installazioni che pulsano, sculture che dialogano con la luce… E quelle immagini che si muovono da sole?»

BANKSY: «Animazioni digitali. Il vostro affresco immobile ora danza. La pennellata diventa frame, il singolo gesto si ripete all’infinito.»

MICHELANGELO, sempre più stupito:

«Allora codesto regno ibrido non è solo rottura, ma è anche moltiplicazione! Ciascun’arte si trasforma nell’altra?»

BANKSY: «Benvenuto nel futuro, Maestro! Qui, ogni pixel è un colpo di subbia, ogni installazione una scultura, ogni animazione un miracolo che si perpetua.»

MICHELANGELO, avvicinandosi ad un’opera luminosa:

 «Oggetti che parlano senza voce, come le mie statue, ma in modo diverso. Si accendono, vibrano, mi sembra incredibile!»

BANKSY: «L’arte è sempre stata interattiva, solo che voi non ne eravate consapevole. Il David fa parlare chi lo guarda, no? Adesso, semplicemente, l’opera risponde.»

MICHELANGELO: «E le pitture… alcune sembrano dipinte col vento, altre appaiono e scompaiono come visioni.»

BANKSY: «Vedete, Michelangelo, il pennello non è più soltanto un insieme di setole e legno, guidato da una mano. Può essere luce, movimento, persino il tempo stesso ed è la mente a guidare l’algoritmo.»

MICHELANGELO osserva un disegno che si anima:

«I miei studi anatomici prendevano vita nell’immaginazione, ma questi muscoli che vedo si contraggono realmente sulla carta…»

BANKSY:

«Voi avete sempre cercato di catturare il movimento nel marmo immobile. Noi lo abbiamo liberato. L’arte non imita più la vita, la genera!»

MICHELANGELO:

«Ma ditemi, iconoclasta del futuro, dove finisce l’artista e inizia la macchina?»

BANKSY:

«Dove finiva la vostra mano e iniziava l’ispirazione divina? L’artista è sempre stato un medium, nel nostro presente i medium sono molteplici!»

MICHELANGELO sorride tra i frammenti che si ricompongono:

«Forse abbiamo sempre, inconsciamente, abitato tale regno ibrido che solo in questo tempo ha trovato il coraggio di emergere!»

BANKSY:

«Nell’arte, come nella vita, ogni rottura è rivelazione! Andiamo, Maestro, a visitare la mostra NATURALIA ARTIFICIALIA, il regno dove anche l’impossibile diventa possibile.»

MICHELANGELO:

«Vi seguo.» Fra sé e sé: “Signore, fa’ che io possa sempre desiderare più di quanto riesca a realizzare…”

Mostra collettiva realizzata in collaborazione con la città di Rivoli – Assessorato alla Cultura, con il patrocinio della Regione Piemonte, della Città metropolitana di Torino e del Comune di Conzano (AL) – Villa Vidua

L’impegnativa organizzazione di questa mostra, che presenta il lavoro di settantuno artisti di diversa provenienza, ha occupato gran parte del 2025, un anno particolarmente significativo per Magica Torino, in quanto ricorrenza decennale della sua costituzione, dieci anni nei quali ha lasciato un segno tangibile sul territorio con il quale ha avuto un intenso interscambio culturale, oltreché umano. Ma il 2025 ha coinciso anche con il centenario della nascita di Enrico Colombotto Rosso, uno dei pittori di maggiore sensibilità artistica che tanto ha contribuito all’evoluzione dell’arte contemporanea italiana partendo proprio dalla sua città natale, Torino, per raggiungere un’importante dimensione internazionale. Non si poteva perdere l’occasione di progettare la mostra “Segretamente, tra l’ombra e l’anima” con un discreto, ma doveroso omaggio a Colombotto Rosso la cui pittura scaturisce proprio da quello stato di tensione esasperata tra essere e non essere che i lavori, esposti in questo percorso, incarnano. Sono opere che trattengono il buio e al tempo stesso lo tradiscono, forme che cercano la luce pur sapendo che ogni chiarezza implica una perdita, che prendono vita in questa zona intermedia, fragile e feconda, non come risposta, ma come domanda aperta, come gesto che invita a sostare nella complessità del divenire.

La trama di pensiero e la struttura della mostra si fondano sul concetto che un processo di trasformazione autentica nasca dall’incontro con ciò che permane nell’ombra.

 Non è la “luce” a generare chiarezza, ma il coraggio di abitare, riconoscere e accettare le proprie parti oscure. È il principio junghiano secondo il quale non ci si illumina evocando figure di luce, ma rendendo cosciente l’oscurità. Tale considerazione apre a una riflessione che eccede la psicologia analitica e si radica in una più ampia tradizione filosofica che riconosce nel negativo, nel non-detto, nel non-visibile, una condizione originaria del pensiero. 

L’ombra non è semplicemente ciò che la luce non raggiunge, un luogo da temere, ma una soglia da attraversare, uno spazio necessario e creativo. Le opere esposte si inscrivono proprio in un’indagine che non cerca di dissipare l’ombra, ma di sostenerne la presenza e ascoltare le risonanze. La filosofia occidentale ha a lungo privilegiato la luce come metafora della verità (dalla caverna di Platone alla chiarezza cartesiana) e tale egemonia ha spesso rimosso la funzione generativa dell’ombra.  Eppure, senza ombra non vi è profondità. Il “tra” diventa quindi una categoria ontologica prima ancora che espositiva. Non è un intervallo neutro, ma una zona vibrante, carica di possibilità. Pensare il “tra” significa comprendere che il senso non si trova né in un’origine pura né in un compimento finale, ma nella tensione tra poli che non raggiungono una sintesi definitiva. In tal senso, l’arte contemporanea si configura come pratica privilegiata di accesso al “tra”: l’opera non è un oggetto concluso, ma un campo di forze in cui visibile e invisibile, presenza e assenza, luce e ombra si intrecciano senza risolversi.

Il legame tra ombra e anima introduce una dimensione ulteriore: l’interiorità come spazio non trasparente a se stesso nel quale operano forze eterogenee in apparente conflitto. La verità dell’anima non coincide con la sua piena illuminazione, ma con la capacità di sostenere questa tensione. “Segretamente” indica proprio non ciò che si nasconde per essere svelato, piuttosto ciò che si dà solo in parte e richiede un approccio indiretto, obliquo. In termini filosofici, potremmo parlare di una verità non oggettivabile, ma esperienziale.

Pittura, fotografia, scultura, installazioni e video suggeriscono, alludono, trattengono, ogni opera non è un segreto da svelare, ma da lasciar accadere. Non tutto ciò che è nascosto chiede di essere trovato, alcune cose vivono solo nel segreto, tra l’ombra e l’anima, ed è allora che l’Arte non mostra: custodisce.

In un tempo in cui tutto è esposto, documentato, condiviso, dato in pasto a milioni di sconosciuti, “segretamente” diventa così un atto di resistenza poetica: il ritorno al mistero come gesto politico, non solo spirituale.